Lo spazio pubblico è un bene comune e un canestro può ricordarcelo.
- Heimat Studio

- 7 lug
- Tempo di lettura: 2 min
La notizia potrebbe sembrare minuscola: è stato aggiustato un canestro in un campetto di quartiere. In fondo, parliamo solo di un po' di ferro, cemento e una rete da basket.
Eppure, dietro un piccolo intervento di manutenzione c’è qualcosa di molto più grande. C’è l’idea che lo spazio pubblico abbia un valore che va oltre l’asfalto. È la prova che un giardino, una piazza o un campetto non sono solo punti sulla mappa della città: sono beni comuni.
Ma cosa significa, davvero, “bene comune”?
Gregorio Arena, Presidente Emerito di Labsus (Laboratorio per la sussidiarietà), lo spiega con una frase tanto semplice quanto potente:
“I beni comuni sono quei beni che, se arricchiti, arricchiscono tutti; se impoveriti, impoveriscono tutti.”
Questo cambia tutto il nostro modo di guardare la città.
Un parco curato non fa bene solo a chi ci va a leggere un libro o a fare due tiri. Fa bene a tutto il quartiere, invita le persone a uscire di casa, a fermarsi, a parlarsi. Al contrario, quando lasciamo che un posto si deteriori, l'impoverimento non è mai solo materiale.
È, prima di tutto, sociale.

Molto più che fare sport
Un canestro, un tavolo da ping-pong o un'altalena non sono semplici attrezzature. Sono i luoghi dove impariamo a stare insieme.
È lì che i bambini scoprono le prime regole della convivenza, che gli adolescenti trovano un posto tutto loro in cui ritrovarsi e che gli anziani possono sedersi a guardare la vita che scorre, sentendosi parte di qualcosa.
Su quel cemento non si allenano solo atleti e atlete: si costruiscono relazioni, si sperimenta l'appartenenza e, un pomeriggio alla volta, si impara a essere cittadini e cittadine. Non è un caso che l’Obiettivo 11 dell’Agenda 2030 dell’ONU ci ricordi che una città è davvero sostenibile solo se garantisce a chiunque l'accesso a spazi pubblici sicuri, verdi e inclusivi. La sostenibilità non si fa solo con i nuovi edifici, ma dando vita ai luoghi di tutti.
Perché ne parliamo noi di Heimat Srl?
In Heimat ci occupiamo di ospitalità, anche qui a Torino. Ma per noi accogliere qualcuno non significa solo consegnare le chiavi di un bell'appartamento. Significa farlo sentire a casa nel territorio, fargli respirare la vita vera del quartiere.
Proprio accanto ad una delle nostre strutture c’è un giardino pubblico con un campetto, un'area giochi e un tavolo da ping-pong. Quando abbiamo letto che il canestro è stato ripristinato, abbiamo sentito il bisogno di raccontarlo. Non perché fosse un evento straordinario, ma perché è la prova di una cosa bellissima: la qualità di una città si misura da questi piccoli gesti di cura quotidiana.
I beni comuni hanno una forza incredibile: non appartengono a nessuno/a in particolare, e proprio per questo parlano di ognuno/a di noi.
Ogni volta che ce ne prendiamo cura, non stiamo solo riparando un pezzo di ferro. Stiamo coltivando la fiducia, l'appartenenza e la comunità.
A volte, per iniziare a raccontare la bellezza di una città, basta un canestro appena rimesso al suo posto.




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