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Torino più accessibile: il nuovo piano per superare le barriere architettoniche

Immagine del redattore: Heimat Torino
Heimat Torino
1 giorno fa
Tempo di lettura: 4 min

Marciapiedi, negozi, piazze, parchi e luoghi pubblici: l'accessibilità di una città si misura anche attraverso la possibilità di vivere gli spazi quotidiani in autonomia.

A Torino il tema torna al centro del dibattito cittadino, tra la preparazione del nuovo Piano per l'eliminazione delle barriere architettoniche (PEBA) e le difficoltà che ancora oggi incontrano molte persone con disabilità.

Secondo quanto riportato da La Stampa il 30 ottobre 2026, la Consulta per le Persone in Difficoltà (CPD) ha richiamato l'attenzione sulle condizioni di accessibilità delle attività commerciali torinesi, evidenziando come tre negozi su quattro risultino ancora inaccessibili.

Un dato che invita a riflettere sulla distanza tra gli obiettivi di una città inclusiva e le

barriere che continuano a caratterizzare la vita quotidiana.


Un nuovo piano per l'accessibilità di Torino

Il Comune di Torino sta lavorando alla definizione del nuovo Piano per l'eliminazione delle barriere architettoniche (PEBA), uno strumento di programmazione pensato per individuare gli ostacoli presenti negli spazi urbani e definire gli interventi necessari a superarli.

Il progetto è stato al centro del convegno “Città accessibili. Piani, progetti e azioni per trasformare gli spazi urbani”, organizzato a Palazzo di Città in collaborazione con Urban Lab, l'Ordine degli Architetti PPC di Torino e la Fondazione per l'architettura/Torino.

L'incontro ha coinvolto amministratori, tecnici, ricercatori e professionisti, offrendo un'occasione di confronto sulle strategie per migliorare l'accessibilità degli edifici pubblici, dei percorsi pedonali, delle aree verdi e dei servizi.

Il piano dovrà integrarsi con il nuovo Piano regolatore cittadino, individuando priorità e interventi nei 34 quartieri di Torino.

L'obiettivo dichiarato è rendere maggiormente accessibili i luoghi centrali della vita di quartiere, come piazze, mercati, parchi e spazi di aggregazione, cercando di ridurre le differenze tra le diverse aree della città.


Dalla progettazione alla partecipazione

Uno degli aspetti più significativi del percorso riguarda il coinvolgimento di soggetti differenti nella costruzione del piano.

Secondo le informazioni presentate durante il convegno, la fase di elaborazione ha previsto oltre 25 incontri con gli uffici tecnici comunali e tre workshop aperti alla cittadinanza e alle associazioni, per più di 50 ore complessive di confronto.

Il documento sarà articolato in diverse componenti, tra cui schede dedicate all'accessibilità dei luoghi e dei servizi, indicazioni tecniche per gli interventi su marciapiedi, parcheggi, percorsi e accessi agli edifici, e una sezione rivolta alle nuove tecnologie.

Tra gli strumenti allo studio figura anche un digital twin, una rappresentazione digitale tridimensionale della città che potrebbe contribuire a individuare ostacoli e criticità presenti nello spazio pubblico.

Sono inoltre previsti sopralluoghi con le associazioni e strumenti di coordinamento tra i diversi servizi comunali.

Si tratta di passaggi importanti, perché progettare una città accessibile richiede non soltanto competenze tecniche, ma anche la conoscenza delle difficoltà incontrate dalle persone che vivono quotidianamente gli spazi urbani.


Il problema dell'accessibilità dei negozi

Accanto alla progettazione dei nuovi interventi rimane però una questione concreta: l'accessibilità delle attività commerciali.

La Consulta per le Persone in Difficoltà (CPD) ha evidenziato come, secondo la propria analisi, tre attività commerciali su quattro a Torino risultino ancora inaccessibili alle persone con disabilità.

Il problema riguarda ostacoli che possono apparire di piccole dimensioni, come un gradino all'ingresso di un negozio, ma che possono impedire a una persona di entrare autonomamente.

L'articolo pubblicato da La Stampa riporta anche l'esempio delle pedane mobili, che in alcuni casi potrebbero rappresentare una soluzione relativamente semplice ed economicamente sostenibile.

Il tema sollevato dalla CPD riguarda tuttavia una questione più ampia: le persone con disabilità devono poter essere considerate clienti e cittadine a pieno titolo, con la possibilità di accedere ai servizi e partecipare alla vita economica e sociale della città.

L'accessibilità degli esercizi commerciali non dipende esclusivamente dagli interventi pubblici. Richiede anche il coinvolgimento delle attività private, attraverso informazione, sensibilizzazione e strumenti che possano favorire gli adeguamenti necessari.


Una città accessibile per esigenze differenti

L'accessibilità urbana non riguarda soltanto le persone che utilizzano una carrozzina.

Percorsi pedonali adeguati, attraversamenti sicuri, segnaletica comprensibile, servizi facilmente raggiungibili e spazi pubblici fruibili possono rispondere alle esigenze di persone con disabilità motorie, sensoriali e cognitive, ma anche di persone anziane, famiglie con passeggini e cittadine e cittadini con difficoltà temporanee di mobilità.

Durante il convegno è stato richiamato anche il tema dell'invecchiamento della popolazione, che rende sempre più importante progettare città capaci di adattarsi a bisogni differenti.

Un'attenzione particolare è stata dedicata inoltre agli spazi verdi, con riferimento al progetto di riqualificazione del Parco del Valentino e alla necessità di migliorare la percorribilità delle aree naturali urbane.

La possibilità di frequentare un parco, raggiungere un mercato o entrare in un negozio rappresenta infatti una componente essenziale dell'autonomia e della partecipazione alla vita collettiva.


Dalle intenzioni ai cambiamenti concreti

Il nuovo PEBA rappresenta un'opportunità per affrontare in modo coordinato alcune delle barriere presenti a Torino.

Allo stesso tempo, le criticità evidenziate dalla Consulta per le Persone in Difficoltà ricordano quanto lavoro rimanga ancora da fare.

La definizione di un piano è un passaggio importante, ma la sua efficacia dipenderà dalla capacità di tradurre le indicazioni in interventi concreti, monitorarne i risultati e mantenere aperto il confronto con le persone direttamente interessate.

Per noi di Heimat, raccontare questo percorso significa sottolineare come l'accessibilità non riguardi soltanto il turismo o la presenza di servizi dedicati, ma anche la possibilità di vivere una città nella sua quotidianità.

Una destinazione turistica più inclusiva è prima di tutto un territorio in cui le persone possano muoversi, accedere ai servizi, partecipare alla vita culturale e vivere gli spazi pubblici con la maggiore autonomia possibile.

Con Piemonte Accessibile continueremo a raccontare progetti, iniziative e sfide che contribuiscono a rendere il Piemonte un territorio sempre più aperto e accogliente per tutte e tutti.


Fonti

  • La Stampa, 30 ottobre 2026, Andrea Joly, “Un piano contro le barriere architettoniche. Tre negozi su quattro restano inaccessibili”, Cronaca di Torino.

  • Articolo “Marciapiedi, piazze e parchi: Torino prepara un piano per rendere la città accessibile”, testo informativo sul convegno dedicato al nuovo PEBA del Comune di Torino.

Il presente articolo costituisce una rielaborazione editoriale autonoma delle informazioni riportate dalle fonti citate, con finalità divulgative.

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