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Comunicare meglio è una responsabilità: le nostre nuove linee guida

Immagine del redattore: Heimat Studio
Heimat Studio
3 giorni fa
Tempo di lettura: 3 min

Le parole che scegliamo, le immagini che pubblichiamo e la narrazione che costruiamo attorno alle persone non sono mai elementi neutrali. Per una realtà come Heimat Srl — che si muove ogni giorno tra ospitalità, educazione, progettazione sociale, cultura e comunicazione — interrogarsi sul proprio linguaggio significa, prima di tutto, mettere in discussione il proprio modo di stare in relazione con le persone.


È da questa consapevolezza che nascono le nostre Linee guida per una comunicazione inclusiva e accessibile. Non le consideriamo un punto di arrivo, ma piuttosto il frutto di un lungo percorso di riflessione, confronto e ascolto che negli ultimi anni ci ha portato a guardare con occhi diversi il modo in cui ci presentiamo all'esterno e parliamo al nostro interno.


Colorful abstract poster with Heimat Studio logo and Italian text: Comunicare meglio è una responsabilità; inclusive communication.

Oltre l'automatismo: perché formalizzare queste scelte?

Nel lavoro di tutti i giorni, tantissime decisioni comunicative vengono prese quasi col pilota automatico: una parola scelta di getto per una locandina, la fotografia per raccontare un progetto sul territorio, la formula usata per salutare un gruppo o il testo di una pagina del sito.

Anche quando le intenzioni sono le migliori, il rischio di usare espressioni imprecise, scivolare negli stereotipi o creare involontariamente delle barriere è sempre dietro l'angolo. Abbiamo sentito il bisogno di fermarci, fare un respiro profondo e trasformare la sensibilità che già cercavamo di applicare in un insieme di principi condivisi e verificabili. Il documento affronta temi complessi: dal linguaggio di genere, alla tutela di minori nei progetti sociali, al racconto della pluralità delle famiglie, fino all'accessibilità dei nostri canali digitali. L'obiettivo è darci uno strumento operativo per farci le domande giuste prima di pubblicare.


Inclusione e accessibilità devono parlarsi

Durante la stesura ci siamo interrogati a lungo sul legame tra inclusione e accessibilità reale. Oggi la ricerca linguistica offre molte soluzioni per rappresentare le diverse identità, ed è un fermento che osserviamo con grande rispetto.

Allo stesso tempo, quando comunichiamo a nome di Heimat Srl, la nostra priorità è assicurarci che il messaggio arrivi alle persone, senza creare barriere alla lettura. Per questo abbiamo scelto di privilegiare formulazioni inclusive e al contempo naturali, comprensibili e facilmente fruibili da chi utilizza screen reader o tecnologie assistive. Optiamo spesso per termini collettivi ("il team", "chi partecipa") o per lo sdoppiamento naturale ("colleghe e colleghi"). Non perché esista una ricetta perfetta, ma perché crediamo che rappresentazione e accessibilità debbano camminare a braccetto.


Le immagini non sono elementi decorativi

Le immagini che scegliamo portano con sé un messaggio politico e umano fortissimo.

Nelle nostre linee guida ci siamo imposti di rifiutare con decisione le narrazioni pietistiche, paternalistiche o la retorica dell'"eroismo", in particolare quando raccontiamo la disabilità, le fragilità o i contesti educativi. Vogliamo anche evitare la trappola del "tokenismo": inserire la diversità in una foto solo per mostrare quanto siamo aperti non fa per noi.

Le persone non sono strumenti di marketing.

La dignità di chi coinvolgiamo nei nostri progetti viene sempre prima dell'impatto grafico di un contenuto.


Un cantiere sempre aperto

Questo documento ci ha costretti a guardare con molta onestà anche ai nostri strumenti digitali. Contrasti di colore, dimensioni dei testi, descrizioni alternative delle immagini (Alt Text) e chiarezza della struttura sono aspetti pratici che cambiano radicalmente l'esperienza di chi naviga sul nostro sito.

Sappiamo bene che il nostro sito (così come i nostri canali social) non è perfetto e presenta ancora aree da migliorare.

Per questo preferiamo definire l'accessibilità come un percorso di miglioramento continuo, anziché sbandierare un traguardo che sarebbe disonesto dire raggiunto. Riconoscere ciò che si può fare meglio non sminuisce il lavoro fatto: ci impone solo di continuare a lavorare con più cura.


Continuare a farsi domande

Mettiamo nero su bianco queste linee guida con una consapevolezza: il linguaggio cambia, il mondo si evolve e anche noi potremo commettere degli errori. Ci saranno parole che domani sceglieremo di non usare più, soluzioni visive migliori e sensibilità che oggi non abbiamo ancora intercettato.

Lavorare con e per le persone richiede un'attenzione costante che va ben oltre la qualità dei nostri servizi di ospitalità o la riuscita di un evento culturale.

Riguarda il modo in cui ascoltiamo e diamo spazio agli altri.

Non ci interessa dire che siamo "arrivati". Ci interessa poter dimostrare che continuiamo a metterci in discussione per fare meglio,

un contenuto alla volta.

Heimat Srl

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