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Stress lavoro-correlato: differenze tra Mobbing, Burnout e Straining

  • Immagine del redattore: Heimat Torino
    Heimat Torino
  • 12 mar
  • Tempo di lettura: 2 min

Lo stress lavoro correlato, in ambito lavorativo, può essere causato da diversi fattori; alcuni di questi si

identificano con termini inglesi:

• Mobbing

• Burnout

• Straining


Se i primi due ormai li conosciamo, perchè se ne è parlato e se ne parla molto, il terzo è un termine nuovo, ma che purtroppo molti conoscono perchè lo subìscono o lo hanno subito.

Questi termini non fanno altro che riassumere atti, gesti, modalità operative o comportamenti che, da quando esiste l'uomo e il lavoro, vengono attuati e portati avanti da superiori, colleghi o subalterni, in ambito lavorativo; magari non ne conoscevamo il nome o la storia, ma conosciamo il risultato.


uomo stressato

Il Mobbing: dalle origini etologiche al mondo del lavoro

Il mobbing, ad esempio, deriva da uno studioso del comportamento animale, un certo Lorenz, che negli anni '70 utilizzò per primo questo termine, per indicare il comportamento di animali che si uniscono per attaccare un intruso o predatore. Negli anni '80 il termine si trasferì dal mondo animale a quello del lavoro, dove fu introdotto per indicare una forma di “terrore psicologico” tramite comunicazioni ostili di alcuni individui, verso un unico soggetto posto al di fuori di questo gruppo.


Successivamente venne elaborato un modello per evidenziare le fasi in cui, questo soggetto, veniva mano a mano escluso dall'ambito lavorativo, fino alla sua completa estromissione.

Negli anni '90 ci fu il riconoscimento di questa pratica in Italia ed a partire dagli anni 2000, anche se non esiste una vera e propria legge, alcuni provvedimenti amministrativi hanno riconosciuto disturbi psichici in funzione di “costrittività organizzativa”, classificandoli come malattia professionale.


Burnout: l'evoluzione del concetto di esaurimento

Per quanto riguarda il burnout, se ne inizia a parlare negli anni '30 ben prima del mobbing, in ambito sportivo, in particolare dopo una serie di insuccessi; la traduzione dall'inglese è “bruciato”, “esaurito”.

Negli anni '60 il termine fu esteso alla descrizione del logoramento psicofisico tipico delle tossicodipendenze, per poi approdare negli anni '70 agli studi sulle condizioni critiche di piloti e controllori di volo. In quegli stessi anni il termine venne utilizzato per indicare persone affaticate e frustrate perchè non riuscivano a raggiungere il risultato sperato, nonostante i grandi sforzi compiuti.

Negli anni '80 vennero introdotti i primi strumenti di misurazione del fenomeno e nel 2019 venne riconosciuto dall'OMS, non come malattia, ma come “fenomeno occupazionale”.


Lo Straining: l'attacco all'integrità del lavoratore/trice

Lo straining, anche se indicato in lingua inglese, ha origine italiana e viene individuato per la prima volta negli anni 2000 dallo psicologo Ege.

Si parte sempre dallo stress da lavoro ma, a differenza del mobbing che si identifica come una guerra di logoramento, lo straining viene definito come un attacco volto a isolare la persona tramite demansionamento o isolamento fisico.

Nel 2005 nelle aule dei tribunali avviene il riconoscimento giuridico, con alcune sentenze che determinano il risarcimento del danno ai lavoratori, da parte dei datori di lavoro, perchè non hanno tutelato la loro l'integrità psicofisica.

Lo stress lavoro correlato è un rischio da valutare nel DVR di ogni azienda, come previsto dal D.Lgs. 81/2008, all'art. 28, comma 1 e 1bis. Le tempistiche sono differenti a seconda della tipologia di rischio: basso, medio, alto; l'aggiornamento periodico è obbligatorio.

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